La qualità delle esportazioni Made in Italy - 2006

La qualità delle esportazioni Made in Italy - 2006

Questa ricerca prende spunto da un fenomeno che ha caratterizzato il posizionamento dei prodotti italiani sui mercati esteri negli ultimi sei anni: alla netta riduzione delle quote in quantità dell'Italia ha fatto da contraltare la sostanziale tenuta delle quote in valore. Queste differenti dinamiche sono legate alla crescita dei prezzi dei beni esportati, in un contesto di significative riduzioni dei corrispondenti volumi.

Lo studio della Fondazione si pone l'obiettivo di valutare in che misura la dinamica crescente dei prezzi praticati sui mercati esteri dai produttori italiani sia legata ad un processo di upgrading qualitativo del Made in Italy.  A tal fine:

sono impiegati indicatori costruiti ad hoc per la misurazione dei cambiamenti nella qualità assoluta e relativa delle esportazioni (confronto con i competitors);
sono effettuate stime econometriche del pricing to market e del potere di mercato degli esportatori italiani;
l'analisi è condotta sia a livello aggregato per il comparto manifatturiero, sia singolarmente per i principali settori del Made in Italy;
la ricerca approfondisce le dinamiche relative ai diversi mercati di sbocco dell'export italiano, distinguendo tra mercati emergenti e mercati sviluppati.
I risultati della ricerca finora effettuata sono raccolti in due libri della Fondazione Masi, Collana Analisi:

"Eppur si muove: come cambia l'export italiano", a cura di A. Lanza e B. Quintieri, presentato al convegno "L'export italiano alla sfida della qualità", che si è svolto a Roma l'11 gennaio 2007; (alcuni "abstracts" sono scaricabili da questa pagina web)

"La sfida della qualità. Il futuro delle aziende italiane sui mercati internazionali", a cura di B. Quintieri, rapporto predisposto per il Comitato Leonardo.

Il passo successivo consisterà nell'esaminare le relazioni tra upgrading qualitativo delle esportazioni italiane e caratteristiche della domanda nei paesi di sbocco. Un gruppo di lavoro composto da ricercatori della Fondazione Masi, dell'Area Studi ICE e del Centro Studi Confidustria sta lavorando al progetto con l'obiettivo di presentare i risultati in pochi mesi.